5.3 Imprese agroindustriali

M 70 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA grandi imprese di utilizzazione forestale che dispongono, spesso, anche di macchinari assai sofisticati. In questo caso hanno rilevanti volumi di lavorazione e produzioni differenziate e operano nell ambito di ampi territori che talvolta superano i confini regionali per interessare quelli nazionali. Tali imprese sono generalmente impegnate pure in altre attività e ciò consente un economico impiego delle attrezzature e del personale fisso e avventizio. 5.3 Imprese agroindustriali 5.3.1 Sistema agroindustriale e filiere agroalimentari. L industria agroalimentare è rappresentata in primo luogo dall insieme delle industrie di trasformazione in alimenti e bevande di prodotti dell agricoltura, degli allevamenti e della pesca, ma per sistema agroindustriale si intendono anche le imprese operanti nella distribuzione a valle e quelle a monte che forniscono i fattori produttivi al settore agricolo: imprese dell agrochimica, agromeccanica, industria mangimistica, industria delle sementi, nonché imprese di servizio per l agricoltura. Il termine agroalimentare indica, appunto, la stretta correlazione e il rapporto funzionale esistente tra il settore primario (agricolo) e quello di natura più propriamente industriale, l alimentare. Tale rapporto si sviluppa secondo una direzione biunivoca per cui l agricoltura condiziona il settore a valle e, viceversa, il settore alimentare a sua volta influisce pesantemente sul settore a monte. Un tempo la componente agricola prevaleva e condizionava l industria alimentare. Oggi, invece, molteplici fattori fanno sì che sia l agricoltura ad adattarsi alle esigenze dell industria di trasformazione, e ancora più a monte, ai gusti e alle richieste dei consumatori finali. Differenti cause hanno contribuito a questa trasformazione: la riduzione dei costi di trasporto, che ha consentito la delocalizzazione di molte industrie e una maggior internazionalizzazione del mercato, i nuovi orientamenti dei consumatori verso le colture biologiche, da una parte, e il fast food dall altra, nonché l affermarsi di nuovi circuiti distributivi, in particolare quelli riguardanti la grande industria. L integrazione dell agricoltura e dell allevamento con l industria alimentare ha costituito un fattore chiave per il settore agroindustriale. Le prospettive di crescita del sistema dipendono da un continuo processo di aggiustamento nell allocazione dei fattori produttivi e delle produzioni ai fini del mantenimento di adeguati livelli di competitività. Fondamentale in tali osservazioni sta diventando il concetto di filiera, ovvero un articolazione di attività economiche integrate che, a partire dai fattori produttivi agricoli, conduce all acquisto del prodotto agroalimentare da parte del consumatore; si tratta in sostanza di attività sequenzialmente logiche, ognuna delle quali preordinata alla successiva, ma al tempo stesso autoregolata. Per l analisi di un contesto competitivo avente implicazioni in ambito agricolo, industriale e commerciale, l approccio di studio della filiera presenta indubbi vantaggi in termini di opportunità interpretative dei fenomeni e della relazione degli operatori: è un itinerario che consente di tenere in considerazione gli effetti delle interconnessioni tra attività produttive, fasi di trasformazione e modalità di collegamento con i mercati di consumo. L approccio di filiera può essere utilmente integrato con lo studio dei canali di distribuzione, definiti dagli attori economici che intervengono dal momento della produzione fino al consumatore finale. In un mercato moderno ed evoluto la sicurezza è l obiettivo prioritario ed è strettamente collegata ai temi della salubrità, della qualità e della genuinità degli alimenti. M01_2_Economia_Agraria.indd 70 5/31/18 11:02 AM le la d a a m a p z p ta s 5 d e z c s m in ta s d g lu d g s d p b d s

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini