5.3.3 Imprese di trasformazione

M 72 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA scenari in continua e sempre più rapida evoluzione. Un altro aspetto rilevante è quello dell aumentata articolazione interna del sistema produttivo, con opportunità e necessità crescenti di cooperazione e coordinamento verticale tra imprese collocate in fasi differenti della filiera. Infatti le relazioni interne alla filiera, in particolar modo tra segmento agricolo e industriale, determinate dal semplice ricorso al mercato, quindi basate sul prezzo, diventano sempre meno adeguate a garantire l equilibrio tra domanda e offerta per una vasta gamma di prodotti agricoli che tendono a perdere progressivamente la caratteristica di commodity, ovvero di produzione indifferenziata di massa, per assumere quella di speciality, ovvero di prodotto differenziato. Aumenta anche il ricorso a forme di quasi-integrazione verticale, dove contratti sempre più complessi di quello della semplice compravendita si rivelano più efficaci nel garantire ai produttori agricoli la sicurezza di adeguate condizioni di vendita e ai trasformatori maggiore affidabilità rispetto a quantità e, soprattutto, qualità della materia prima acquistata, nonché riguardo a modalità e tempi di fornitura. Sono rilevanti anche i cambiamenti sopravvenuti nei rapporti tra trasformazione e distribuzione, determinati in modo prevalente dalla concentrazione progressiva del settore distributivo e dal suo aumentato potere contrattuale, che finiscono per influenzare il comportamento del consumatore finale e dall altro imporre condizioni di fornitura agli operatori a monte della filiera agroindustriale. 5.3.3 Imprese di trasformazione. In Italia il settore dell industria alimentare è caratterizzato dalla presenza nello stesso segmento della trasformazione di imprese di mediograndi dimensioni e di imprese artigianali a gestione famigliare. Ne deriva una complessiva frammentazione, ancora maggiore della media dell industria nazionale. Il settore è caratterizzato altresì per la grande maggioranza da prodotti tradizionali ottenuti dalla lavorazione di materia prima nazionale e di prodotti importati. Le problematiche gestionali sono quindi riconducibili sia a quelle delle imprese familiari, agricole e artigianali, che a quelle dell industria manifatturiera e, solo in casi limitati, a quelle della grande impresa. Ne derivano strategie competitive differenziate per dimensione di impresa, forma di conduzione e comparto produttivo: dalla ricerca di economie di scala, alla differenziazione produttiva, dall adozione di marchi collettivi al ricorso ai marchi aziendali. In molti casi, negli ultimi anni, i marchi nazionali sono stati acquisiti da imprese estere o internazionali. 5.3.4 Imprese di distribuzione. Il sistema della distribuzione commerciale ha subito negli ultimi decenni una profonda trasformazione: da un mercato caratterizzato da imprese di piccola dimensione, con un certo potere di mercato, è diventato un mercato con imprese di dimensioni rilevanti, con un grado di differenziazione elevato. Quindi sotto il profilo teorico-economico il settore, originariamente assimilabile alla concorrenza monopolistica, ha assunto le caratteristiche tipiche della competizione oligopolistica. Tale cambiamento è stato determinato da diversi fattori: in primo luogo lo sfruttamento di rilevanti economie di scala (tecnologiche e monetarie) e di scopo, con costi di acquisto decrescenti e quindi crescente potere contrattuale di mercato all aumentare del volume degli acquisti. Ciò ha determinato una pressione competitiva di prezzo inter-tipo tra imprese appartenenti alla grande distribuzione organizzata e le tradizionali piccole imprese al dettaglio, che nel tempo ha prodotto l aumento delle quote di mercato a vantaggio delle prime. Il fenomeno si è manifestato anche attraverso processi di fusioni e acquisizioni delle catene minori da parte delle grandi catene di supermercati e ipermercati. M01_2_Economia_Agraria.indd 72 5/31/18 11:02 AM g g s v n u fe c s c g o b c c 5 a fa s p c q d c le g o r v d s v s n ta d a p fl 5 te

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini