5.5 Agricoltura sociale

M 78 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA 130 stabilimenti che oggi producono 14 milioni e 200mila tonnellate di alta qualità in rapporto alle specie e alle categorie di animali e in grado di migliorare le produzioni animali di tutti i tipi (oltre 570 milioni di capi, tra polli, galline ovaiole, tacchini, faraone, anatre e oche, gli oltre 6 milioni e mezzo di bovini, quasi 9 milioni e 300 mila suini o gli oltre 8 milioni di ovi-caprini, e poi conigli, pesci, equini e altre specie minori). 5.5 Agricoltura sociale. L agricoltura sociale si presenta come un fenomeno complesso, non ancora ben definito e delimitato, che risulta connesso a pratiche e riferimenti teorici anche molto differenti tra loro. Tra le diverse possibili declinazioni legate al concetto di multifunzionalità in agricoltura emerge la capacità delle aziende di rispondere in maniera diretta ai bisogni sociali, intendendo per bisogni sociali anche quei beni relazionali tipici dell agricoltura e delle tradizioni di solidarietà e accoglienza che costituiscono valori propri delle aree rurali. In questo ambito gli aspetti produttivi si legano strettamente a tematiche etiche e l agricoltura si pone al servizio dei bisogni di categorie di soggetti più fragili della società, offrendo modelli e schemi alternativi di recupero, riabilitazione, reinserimento sociale e occupazionale. Questa particolare esperienza può essere caratterizzata concretamente come l impiego di risorse agricole, in particolare gli animali e le piante presenti nei diversi contesti rurali, per promuovere lo stato di benessere dell uomo fino al trattamento di alcune malattie mentali e per alcuni connessi interventi di riabilitazione e cura. Inoltre questa peculiare forma di attività agricola, da sempre caratterizzata da elementi di accoglienza e inclusione sociale, rappresenta un rilevante elemento di continuità nella tradizione rurale italiana. L azienda che fa agricoltura sociale assume quindi un significato che va al di là della mera dimensione economica, riappropriandosi di un ruolo proprio, tradizionale, col tempo perduto. In questo ambito di rinnovamento del ruolo e delle funzioni, l agricoltura, nella sua declinazione sociale, si pone anche come settore che offre servizi a particolari fasce di popolazione e costituisce uno strumento di aggregazione e sussidiarietà per garantire servizi minimi alla popolazione, di tipo socio-sanitario, didatticoformativo, ma anche nuove prospettive occupazionali. La crescita degli agrinidi, in ambienti rurali, rappresenta la risposta a esigenze di una parte di popolazione che vive in aree a bassa densità abitativa in cui i servizi, per definizione, sono più rarefatti rispetto alle aree urbane. Da ultimo le aziende agricole, nel loro ruolo multifunzionale, si sono progressivamente aperte al pubblico per favorire una conoscenza diretta degli aspetti legati alla produzione agricola e agroalimentare ma anche dei difficili equilibri ambientali e paesaggistici dello spazio rurale e una riappropriazione di valori, capacità e saperi che nel tempo si stavano perdendo. Ciò riguarda la grande diffusione di proposte e percorsi formativi, rivolti soprattutto al target scolastico, sulla promozione della cultura agraria, sull educazione alimentare e il contatto diretto tra produttore e consumatore. L agricoltura sociale si caratterizza inoltre per la presenza attiva di più soggetti che progettano e gestiscono le attività; si tratta spesso di accordi realizzati a livello locale (piani socio-sanitari di zona, protocolli di intesa, accordi di programma, ecc.), che rispondono a esigenze specifiche mettendo in sinergia competenze e professionalità disponibili, permettendo così un notevole risparmio rispetto ai servizi socio-sanitari di norma erogati. M01_2_Economia_Agraria.indd 78 5/31/18 11:02 AM 5 te s te c n d r In b il a v b o c o r a b c d e f. g g s

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini