5.6 Attività connesse all’agricoltura

n ni oni miadi e a vi ni di eti e a a e a ol ia io- a iel e e a al il e ae à di MULTIFUNZIONALIT IN AGRICOLTURA M 79 5.6 Attività connesse all agricoltura. Per attività connesse all agricoltura si intendono tutte quelle attività che, pur non essendo di origine prettamente agricola, possono essere esercitate all interno di un azienda agricola senza che questa perda le caratteristiche che la rendono tale. In Italia il d.lgs. n. 228/2001, che modifica l art. 2135 del codice civile, amplia lo spettro delle attività considerate agricole e introduce sostanziali novità in tema di configurazione giuridica e funzionale dell impresa agraria. L imprenditore agricolo emerge come soggetto inserito in un contesto economico, sociale e territoriale, anche con compiti di presidio, tutela e valorizzazione delle risorse ambientali. Infatti, oltre alle attività agricole principali dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria a tale ciclo che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre e marine , l impresa agraria può svolgere anche attività dirette alla manipolazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dell allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell azienda... comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione e di ospitalità . Le attività extragricole da esercitare insieme all agricoltura classica possono essere riassunte a titolo di esempio secondo i servizi che vengono erogati a diversi soggetti: a. servizi alle imprese, fra cui rientrano la selvicoltura e i servizi connessi (servizi agromeccanici, trasformazione di prodotti agricoli per conto di terzi, servizi connessi all allevamento, ecc.); b. servizi alle persone (come manutenzione del verde pubblico e privato, centri di giardinaggio, spurgo di pozzi neri, pensioni per cavalli e maneggio, pensione per cani, aziende agrituristico-venatorie, agriturismo, agricampeggio, fattorie didattiche, agricoltura sociale, agriasili, ecc.); c. servizi territoriali (come manutenzioni territoriali, sgombero neve, compostaggio del verde, cimiteri per animali da compagnia, manutenzione del paesaggio rurale e del suo valore visivo e culturale, ecc.); d. servizi ambientali (fra cui rientrano prevenzione degli incendi boschivi, mantenimento della biodiversità, difesa dall erosione del suolo, ecc.); e. pesca (con attività come l allevamento ittico in acque dolci per alimentazione umana, pesca in acque dolci, pesca sportiva in allevamento, pesca-turismo, ittiturismo, ecc.); f. servizi economico-sociali/sviluppo rurale (come salvaguardia e mantenimento del tessuto economico locale e della vitalità delle comunità rurali evitando anche lo spopolamento e la migrazione verso le città nelle aree remote o periferiche dove non ci sono attività economiche alternative, salvaguardia dell eredità e dell identità culturale e delle tradizioni, ecc.); g. energie rinnovabili, nel senso che le aziende possono produrre energia da fonti rinnovabili come energia solare, eolica, idrica e biomasse. La produzione energetica può essere impiegata per soddisfare il fabbisogno aziendale o venduta al gestore della rete o a privati. quindi evidente come le aziende agricole possano scegliere già oggi fra un ampia gamma di differenti tipologie di produzioni o di gestione puntando su una piuttosto che su un altra attività oppure differenziando le proprie produzioni inserendo molteplici M01_2_Economia_Agraria.indd 79 M 5/31/18 11:02 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini