7.3 Imposta sul reddito delle attività produttive (IRAP)

M 90 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA Qualora vengano a mancare i requisiti per il riconoscimento della ruralità, la rendita attribuita ai fabbricati rurali assume autonoma rilevanza fiscale (ai fini dell imposta di registro, Irpef, IMU). Reddito da allevamento. L allevamento costituisce un attività agricola principale. Ai fini fiscali, tale attività genera: a. reddito agrario nel caso in cui gli animali siano allevati con mangimi ottenuti per almeno un quarto dal terreno; b. reddito di impresa nel caso in cui si ecceda questo limite. 7.3 Imposta sul reddito delle attività produttive (IRAP). Relativamente all IRAP, sono previste specifiche disposizioni per i produttori agricoli, in particolar modo con riferimento alla determinazione della base imponibile e alle aliquote applicabili. 7.3.1 Base imponibile. La base imponibile IRAP per gli agricoltori è costituita dai corrispettivi soggetti a registrazione ai fini IVA, al netto dei seguenti elementi: acquisti inerenti all attività agricola, soggetti a registrazione ai fini IVA; contributi per assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro; spese relative agli apprendisti e ai disabili; spese relative al personale assunto con contratto di formazione lavoro. Non sono ammessi in deduzione i seguenti elementi: costi relativi al personale; compensi per prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente; costi per prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa; compensi per prestazioni di lavoro assimilato a quello dipendente; utili spettanti agli associati in partecipazione; quota riferibile agli interessi passivi del canone relativo a contratti di locazione finanziaria; perdite su crediti. La base imponibile è determinata in modo analogo anche per gli esercenti attività di allevamento di animali, nonché per gli esercenti attività di agriturismo che, ai fini delle imposte sui redditi, si avvalgono del regime forfetario di cui alla l. n. 413/91. Le modalità di determinazione della base imponibile sopra evidenziate riguardano le imprese agricole che determinano il reddito in base alla Tariffa catastale. Invece le società di capitali e quelle di persone diverse dalle società semplici calcolano la base imponibile seguendo le regole previste per le imprese commerciali; tuttavia, anche queste ultime applicano l aliquota ridotta dell 1,9%. Opzione regime ordinario. I produttori agricoli titolari di reddito agrario potevano optare per la determinazione della base imponibile con modalità analoghe a quelle previste per le imprese, a condizione che l opzione venga esercitata nella dichiarazione ai fini IRAP. Una volta esercitata, l opzione ha effetto fino a revoca e comunque per almeno 4 anni. 7.3.2 Esenzione IRAP per l agricoltura. Oltre alla modifica dell aliquota di imposta di registro e l esonero IMU per alcuni terreni coltivabili, una delle novità più importanti della Legge di Stabilità 2016 (legge n. 208/2015) è l esenzione IRAP generica per gli agricoltori. L impatto di questo intervento è senza dubbio positivo in quanto molti imprenditori che operano nel settore primario vedranno ridursi il loro carico fiscale. L articolo unico della legge contiene molte previsioni sul settore agricolo per quanto concerne la fiscalità, diretta e indiretta dei soggetti che vi operano. L art. 1, comma 70, interviene sulla disciplina IRAP, prevedendo una generale esenzione per i soggetti che già fruivano di un aliquota agevolata. M01_2_Economia_Agraria.indd 90 5/31/18 11:02 AM a b c d e v s a 7 d r 7 ti d p a b c 7 a p

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini