8.1.4 Biologico

e ae a a r r al a li ri à. ui nhi oodi à eo ui e ao na. in a a ln è el oe e a- STRATEGIE COMPETITIVE IN AGRICOLTURA M 99 8.1.4 Biologico. La produzione e l etichettatura dei prodotti biologici all interno del mercato dell UE seguono un rigido processo di certificazione. Gli agricoltori devono registrarsi presso un ente o un autorità di controllo riconosciuta nel proprio paese e, secondo un piano di conversione stabilito, sottoporsi a un periodo di conversione di un minimo di 2 anni prima di poter iniziare a produrre coltivazioni agrarie che possano essere introdotte sul mercato come biologiche. Durante questo periodo, le aziende agrarie vengono definite in conversione. Se gli agricoltori desiderano produrre sia in modo convenzionale che biologico, queste due operazioni devono essere chiaramente separate in ogni fase della produzione. Per l ottenimento del marchio biologico le aziende agrarie devono rispettare severi disciplinari che escludono l utilizzo di ogni tipologia di prodotti chimici e di sintesi sia per la concimazione sia per la difesa. Non è ammesso inoltre l uso di medicinali convenzionali all interno degli allevamenti biologici. 8.1.5 IGT (Indicazione Geografica Tipica). L IGT è un marchio di qualità attribuita ai vini da tavola prodotti in aree delimitate, generalmente ampie e uniformi dal punto di vista ambientale, in grado di conferire caratteristiche omogenee al vino. Il disciplinare di produzione per l ottenimento del marchio IGT è generalmente poco restrittivo tanto che basta che l 85% delle uve provenga esclusivamente dall area geografica di riferimento. Inoltre la produzione del vino deve essere effettuata all interno di tale area. Il marchio IGT può essere accompagnato da altre menzioni quali quella del vitigno. 8.1.6 DOC (Denominazione di Origine Controllata). La DOC è un marchio di qualità attribuito a vini prodotti in aree delimitate, di solito di piccole o medie dimensioni, con indicazione del loro nome geografico. Di norma il nome del vitigno segue quello della DOC e il disciplinare di produzione è rigido (al contrario dell IGT) a tal punto che tutte le uve devono provenire dalla stessa area geografica e la produzione del vino deve essere effettuata anch essa all interno di tale area. Infine questi vini sono ammessi al consumo solo dopo accurate analisi chimiche e sensoriali. M 8.1.7 DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita). Questo marchio viene attribuito ad alcuni vini DOC di particolare pregio qualitativo e di notorietà nazionale e internazionale. Questi vini hanno un disciplinare più severo della DOC, devono essere commercializzati in recipienti di capacità inferiore a 5 litri e portare un contrassegno dello Stato che dà la garanzia dell origine, della qualità e consente la numerazione delle bottiglie prodotte. 8.2 Sistemi di certificazione. Le motivazioni per cui nasce la certificazione sono legate ad incoraggiare le diverse produzioni agricole, proteggere i nomi dei prodotti contro gli abusi e le imitazioni e aiutare i consumatori fornendo loro informazioni sul carattere specifico dei prodotti. La certificazione è utile quindi per soddisfare le esigenze del consumatore in campo di qualità e sicurezza. Esistono tre livelli di certificazione: ambito cogente; ambito volontario; ambito regolamentato. M01_2_Economia_Agraria.indd 99 5/31/18 11:02 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini