3. Dimensionamento delle unità sperimentali

o r e e di e . ri mè se e o ni ze o ge n o e à e e oa il ali o a di a a o e e a te e di DIMENSIONAMENTO DELLE UNIT SPERIMENTALI N 51 Anche i trattamenti diserbanti e fitosanitari devono essere effettuati con particolare attenzione, curandone la regolarità e l uniformità della distribuzione, per evitare che il mancato o ridotto controllo delle avversità possa falsare i risultati della sperimentazione. pratica usuale e consigliabile includere nella sperimentazione alcuni livelli dei fattori che rappresentino quanto normalmente si fa in condizioni ordinarie (es. una o due cultivar scelte tra quelle maggiormente diffuse nella zona, la tecnica di fertilizzazione usuale, ecc.), in modo da avere dei testimoni (o controlli) utili per la valutazione dei risultati delle alternative esaminate e per paragonare i risultati della specifica sperimentazione con quelli della realtà agricola di riferimento. Si deve ancora evidenziare che, contrariamente a quanto potrebbe apparire, le prove condotte in parcelloni , dove i trattamenti sono generalmente pochi, ma estesi a grandi superfici e non replicati, hanno valore esclusivamente dimostrativo e non sono idonee per l elaborazione statistica dei dati raccolti, essendo impossibile separare l effetto dei trattamenti da quello di eventuali gradienti di fertilità del suolo, disomogeneità, irregolarità di applicazione dei trattamenti, ecc. A nulla vale anche l espediente, frequentemente usato, di separare a posteriori in parcelle più piccole i parcelloni originali, visto che verrebbe meno il requisito della casualità dell assegnazione dei trattamenti alle unità sperimentali, richiesto per l applicazione dell analisi della varianza. Un ruolo molto importante è svolto dal quaderno o registro di campo, da predisporsi prima dell inizio dell attività sperimentale e dove deve essere riportata la mappa di campo (con evidenziati i livelli dei fattori da applicare a ogni unità sperimentale), il protocollo da seguire (con i criteri e le modalità di effettuazione di tutte le operazioni), in modo tale che si possa capire il senso della sperimentazione e si possano avere precisi riferimenti sulle operazioni da compiersi, talvolta lontane dalla normale pratica agricola. Su tale quaderno devono essere riportate tutte le informazioni relative all andamento della prova, per esempio le date di effettuazione di operazioni agronomiche, i danni subiti accidentalmente da alcune parcelle, gli eventuali errori di applicazione dei trattamenti, ecc. ormai comune l informatizzazione del quaderno di campo e l utilizzo di strumenti elettronici portabili (palmari, datalogger ) per la registrazione in campo dei dati acquisiti e per il loro successivo scaricamento sul computer. N.3 3. Dimensionamento delle unità sperimentali Per quanto riguarda la sperimentazione con materiale vegetale, la scelta della dimensione e della forma delle parcelle è spesso critica. La tendenza ad avere parcelle ampie (con l ambizione di renderle più rappresentative) si scontra con la maggiore eterogeneità che si incontra dovendo utilizzare appezzamenti di maggiori dimensioni. Le parcelle di piccole dimensioni sono ritenute soggette a forte variabilità casuale, ma spesso ciò risulta infondato. Un criterio talvolta indicato è che per i cereali autunno-vernini e le foraggere debba essere presente almeno un migliaio di piante. Spesso la forma è determinata dalle macchine specifiche utilizzate per la semina e la raccolta (seminatrici e mietirebbiatrici parcellari), caratterizzate da elevatissima accuratezza operativa, ma da capacità di lavoro ridotta. Inoltre, anche utilizzando seminatrici e macchine per la raccolta specifica, è facile non rispettare esattamente le lunghezze imposte, mentre è impossibile fare errori sulle larghezze, che sono determinate dalle caratteristiche delle macchine stesse. Risulta quindi opportuno operare con parcelle in cui la lunghezza sia la dimensione prevalente. N03_1_Sperimentazione.indd 51 N 5/31/18 11:39 AM

SEZIONE N
SEZIONE N
MATEMATICA, STATISTICA, SPERIMENTAZIONE, MODELLISTICA, MISURAZIONI
La razionalizzazione degli interventi agronomici richiede conoscenze su suolo, clima, colture e sistema biologico (microrganismi, parassiti, malattie, malerbe...), sulle loro interazioni ed evoluzione a seguito degli interventi agronomici. Per quanto possibile, all’approccio descrittivo (qualitativo) dovrebbe seguire quello quantitativo che, coinvolgendo dati numerici, richiede misurazioni o esperimenti che trovano la loro naturale elaborazione con l’ausilio di strumenti matematici, statistici e modellistici, al fine di ottenere conoscenze utili a scopo decisionale.L’aspetto quantitativo può determinare anche differenze qualitative: in base all’andamento economico (aspetto quantitativo), si può avere il fallimento dell’azienda (aspetto qualitativo).Le oscillazioni continue di contenuto idrico del suolo possono comportare sia variazioni quantitative (diminuzione di resa colturale per siccità) sia qualitative (la coltura muore per carenza idrica e la resa si annulla).Per trattare gli aspetti quantitativi, abbiamo bisogno di strumenti matematici che permettano di descrivere le relazioni tra variabili e di prevedere fenomeni e comportamenti semplici. Quando la complessità dei fenomeni da trattare aumenta, cresce anche l’incertezza, cui è legato il rischio. A questo punto possiamo scegliere la strada della descrizione statistica o quella dell’approccio di sistema, con l’applicazione dei modelli di simulazione. L’approccio statistico risulta inoltre fondamentale per trattare errori e variabilità nelle informazioni (compresi i rischi che ne derivano), sia nella sperimentazione di campo sia con i modelli.Nella presente Sezione N del Manuale dell’Agronomo vengono illustrati sinteticamente gli Strumenti matematico-statistici, nonché gli elementi per una corretta applicazione della Sperimentazione e della Modellistica in agricoltura. Completano la trattazione gli elementi relativi ai Sistemi di misura. Spetta all’Agronomo la scelta dello strumento di volta in volta più idoneo allo scopo, per qualità e utilità delle informazioni, ma anche per semplicità e rapidità con le quali si ottengono le informazioni richieste.Nell’attività professionale, l’uso di strumenti di supporto decisionale (modelli, GIS) o di procedure di elaborazione numerica è, oltre che utile, sempre più spesso richiesto dalle normative o dagli enti pubblici con cui il professionista si deve rapportare. Rimane all’Agronomo la responsabilità di verifica normativa e di un uso corretto e consapevole di questi strumenti.Coordinamento di SezioneFrancesco DanusoRealizzazione e collaborazioniMarco Acutis, Pierluigi Bonfanti, Gian Carlo Calamelli, Francesco Danuso, Massimo Lazzari, Tiziano Tempesta