SEZIONE N

N 52 APPENDICE - SPERIMENTAZIONE IN AGRICOLTURA Nella Tabella proposta di seguito si riportano alcune dimensioni di parcelle usate nell attività specifica: Coltura Dimensione dell unità sperimentale Obiettivo della prova Certificazioni per iscrizione Cereali autunno-vernini al registro varietale Cereali autunno-vernini Prove varietali nazionali 10 m2 N. di repliche 4 10 m Da 2 a 4 file, per 5-12 m Prove varietali nazionali di lunghezza Da 3 a 6 file, per 5 m Prove varietali nazionali di lunghezza 6 file per 9 m di lunghezza, Prove varietali nazionali 20-25 m2 Prove varietali nazionali (Ente Risi) 50 m2 Da 2 a 4 file, per 5-6 m Prove varietali di lunghezza Prove varietali Da 6 a 8 file, per 4-5 m (BETA) di lunghezza 3 Valutazione varietale foraggere 1,5 3 6 m 4 Leguminose da granella Prove varietali 9 m2 3 Patata Liste di orientamento varietale 22 m2 3 Pomodoro da industria Prove varietali 20 m2 4 Mais Sorgo Soia Riso Girasole Bietola Foraggere Arboree Liste di orientamento varietale Pioppo da biomassa Prove clonali nazionali Graminacee per tappeti Prove varietali erbosi Pascoli Accertamento della curva di produttività 2 Almeno 3 piante in produzione, per minimo 2 fruttificazioni Da 1 a 2 file, per 2,5-5,5 m di lunghezza N.3 za/2 s 4-6 3 4 4 N.3 4 4 6 m2 3 5 3 0,75 m2 o 5 3 0,1 m2 2 o 4 se è usata la dimensione minore 2 d 5/31/18 11:39 AM 5 L tr s p d c s c g d p a u 2-4 d dove: ns è il numero di individui che dovranno comporre l unità sperimentale, za/2 è il valore dell ordinata della curva normale standardizzata in corrispondenza della probabilità a adottata (usualmente viene adottato un valore di a 5 0,05, al quale corrisponde za/2 5 1,96), s è la deviazione standard della popolazione assunta come nota e d è l errore che lo sperimentatore ritiene accettabile nella determinazione della media. Si fa notare che spesso l errore ritenuto accettabile è espresso come accuratezza percentuale rispetto alla media e non in termini assoluti, come richiesto dalla formula (in questo caso, basta N03_1_Sperimentazione.indd 52 4 L s fi e s r ta g 2-4 Per quanto riguarda le prove dove le unità sperimentali sono composte da un numero ridotto di individui, come nella sperimentazione con animali, è possibile determinare (conoscendo dalla bibliografia la variabilità tra individui, in termini di deviazione standard della popolazione in esame e in funzione dell incertezza con cui si vuole conoscere il valore medio) il numero di singoli individui che dovranno comporre l unità sperimentale: ns 5 c m z p ta d N.3 6 G v ti d in la c e d o k la d li a in u

SEZIONE N
SEZIONE N
MATEMATICA, STATISTICA, SPERIMENTAZIONE, MODELLISTICA, MISURAZIONI
La razionalizzazione degli interventi agronomici richiede conoscenze su suolo, clima, colture e sistema biologico (microrganismi, parassiti, malattie, malerbe...), sulle loro interazioni ed evoluzione a seguito degli interventi agronomici. Per quanto possibile, all’approccio descrittivo (qualitativo) dovrebbe seguire quello quantitativo che, coinvolgendo dati numerici, richiede misurazioni o esperimenti che trovano la loro naturale elaborazione con l’ausilio di strumenti matematici, statistici e modellistici, al fine di ottenere conoscenze utili a scopo decisionale.L’aspetto quantitativo può determinare anche differenze qualitative: in base all’andamento economico (aspetto quantitativo), si può avere il fallimento dell’azienda (aspetto qualitativo).Le oscillazioni continue di contenuto idrico del suolo possono comportare sia variazioni quantitative (diminuzione di resa colturale per siccità) sia qualitative (la coltura muore per carenza idrica e la resa si annulla).Per trattare gli aspetti quantitativi, abbiamo bisogno di strumenti matematici che permettano di descrivere le relazioni tra variabili e di prevedere fenomeni e comportamenti semplici. Quando la complessità dei fenomeni da trattare aumenta, cresce anche l’incertezza, cui è legato il rischio. A questo punto possiamo scegliere la strada della descrizione statistica o quella dell’approccio di sistema, con l’applicazione dei modelli di simulazione. L’approccio statistico risulta inoltre fondamentale per trattare errori e variabilità nelle informazioni (compresi i rischi che ne derivano), sia nella sperimentazione di campo sia con i modelli.Nella presente Sezione N del Manuale dell’Agronomo vengono illustrati sinteticamente gli Strumenti matematico-statistici, nonché gli elementi per una corretta applicazione della Sperimentazione e della Modellistica in agricoltura. Completano la trattazione gli elementi relativi ai Sistemi di misura. Spetta all’Agronomo la scelta dello strumento di volta in volta più idoneo allo scopo, per qualità e utilità delle informazioni, ma anche per semplicità e rapidità con le quali si ottengono le informazioni richieste.Nell’attività professionale, l’uso di strumenti di supporto decisionale (modelli, GIS) o di procedure di elaborazione numerica è, oltre che utile, sempre più spesso richiesto dalle normative o dagli enti pubblici con cui il professionista si deve rapportare. Rimane all’Agronomo la responsabilità di verifica normativa e di un uso corretto e consapevole di questi strumenti.Coordinamento di SezioneFrancesco DanusoRealizzazione e collaborazioniMarco Acutis, Pierluigi Bonfanti, Gian Carlo Calamelli, Francesco Danuso, Massimo Lazzari, Tiziano Tempesta