7.4 Schema a parcelle suddivise

N 56 APPENDICE - SPERIMENTAZIONE IN AGRICOLTURA ripetizioni; essi vanno disposti in campo in modo da essere il più possibile omogenei al loro interno e il più possibile eterogenei tra loro (nell ambito della sempre richiesta omogeneità globale dell appezzamento). Quindi, in campo, in presenza di un gradiente di fertilità, i blocchi saranno di forma fortemente rettangolare, con lato maggiore perpendicolare al gradiente. Se non si evidenzia alcun gradiente di fertilità (o 2 gradienti ortogonali tra loro), i blocchi avranno forma il più possibile quadrata e dovranno essere disposti in quadrato. Si rammenta inoltre che se per qualsiasi ragione una operazione colturale non può essere portata a termine per l intero campo, conviene sempre terminare almeno i lavori su un blocco, in modo da comprendere nell effetto blocco la disomogeneità creata. Lo schema a blocchi randomizzati si presta perfettamente anche a esperimenti fattoriali, considerando come trattamento a sé stante ogni combinazione dei livelli dei fattori. Per la realizzazione pratica si procede all assegnazione casuale di tutti i trattamenti all interno di ogni blocco (es. con un generatore di numeri casuali o attraverso estrazione a sorte). Di seguito è proposto un esempio di schema distributivo a blocchi randomizzati con 3 replicazioni, in cui viene saggiato l effetto di due fattori, A e B, il primo con 2 livelli e il secondo con 3 livelli: Blocco 1 A2B1 A2B3 A1B2 A1B3 A2B2 A1B1 Blocco 2 A1B1 A2B3 A1B3 A1B2 A2B2 A2B1 Blocco 3 A2B3 A1B3 A2B2 A1B2 A1B1 A2B1 La tabella dell analisi della varianza a blocco randomizzato, e in presenza di 2 fattori, è la seguente: Gradi di libertà Varianze F test Fattore A Fonti di variazione p21 QM1 QM1/QM4 Fattore B q21 QM2 QM2/QM4 Blocchi r21 QM3 QM3/QM4 Errore (r 2 1) ? (p ? q 2 1) QM4 dove i simboli hanno il significato precedentemente visto. 7.4 Schema a parcelle suddivise. Lo schema a parcelle suddivise (split-plot) si applica quando: a. il confronto tra i livelli di un fattore richiede una precisione maggiore rispetto agli altri fattori (e quindi viene assegnato alle parcelle suddivise); b. le condizioni operative rendono difficoltoso eseguire i trattamenti sulle singole unità sperimentali (es. per prove di lavorazioni del suolo, dove non è possibile lavorare correttamente pochi metri quadrati di terreno). Prevede la distribuzione dei trattamenti su più livelli di suddivisione detti parcelloni, parcelle, sub-parcelle, sub-sub-parcelle, ecc. Lo schema a parcelle suddivise deve prevedere innanzitutto i blocchi, disposti analogamente a quanto indicato per la prova a blocco randomizzato. Anche nello schema a parcelle suddivise il numero di blocchi deve essere uguale al numero di ripetizioni. Nell ambito di ciascun blocco lo schema a parcelle suddivise (con due fattori) si realizza dapprima attuando i trattamenti a scala di parcellone (tutti i trattamenti principali devono essere presenti una e una sola volta entro un blocco, con assegnazione casuale nell ambito di ciascun blocco), a loro volta suddivisi, casualmente, in parcelle (entro ogni parcellone ci deve essere, una e una sola volta, ogni livello del fattore delle parcelle). Dal punto N03_1_Sperimentazione.indd 56 5/31/18 11:39 AM d q c u a m la p u A s 7 a a b a r

SEZIONE N
SEZIONE N
MATEMATICA, STATISTICA, SPERIMENTAZIONE, MODELLISTICA, MISURAZIONI
La razionalizzazione degli interventi agronomici richiede conoscenze su suolo, clima, colture e sistema biologico (microrganismi, parassiti, malattie, malerbe...), sulle loro interazioni ed evoluzione a seguito degli interventi agronomici. Per quanto possibile, all’approccio descrittivo (qualitativo) dovrebbe seguire quello quantitativo che, coinvolgendo dati numerici, richiede misurazioni o esperimenti che trovano la loro naturale elaborazione con l’ausilio di strumenti matematici, statistici e modellistici, al fine di ottenere conoscenze utili a scopo decisionale.L’aspetto quantitativo può determinare anche differenze qualitative: in base all’andamento economico (aspetto quantitativo), si può avere il fallimento dell’azienda (aspetto qualitativo).Le oscillazioni continue di contenuto idrico del suolo possono comportare sia variazioni quantitative (diminuzione di resa colturale per siccità) sia qualitative (la coltura muore per carenza idrica e la resa si annulla).Per trattare gli aspetti quantitativi, abbiamo bisogno di strumenti matematici che permettano di descrivere le relazioni tra variabili e di prevedere fenomeni e comportamenti semplici. Quando la complessità dei fenomeni da trattare aumenta, cresce anche l’incertezza, cui è legato il rischio. A questo punto possiamo scegliere la strada della descrizione statistica o quella dell’approccio di sistema, con l’applicazione dei modelli di simulazione. L’approccio statistico risulta inoltre fondamentale per trattare errori e variabilità nelle informazioni (compresi i rischi che ne derivano), sia nella sperimentazione di campo sia con i modelli.Nella presente Sezione N del Manuale dell’Agronomo vengono illustrati sinteticamente gli Strumenti matematico-statistici, nonché gli elementi per una corretta applicazione della Sperimentazione e della Modellistica in agricoltura. Completano la trattazione gli elementi relativi ai Sistemi di misura. Spetta all’Agronomo la scelta dello strumento di volta in volta più idoneo allo scopo, per qualità e utilità delle informazioni, ma anche per semplicità e rapidità con le quali si ottengono le informazioni richieste.Nell’attività professionale, l’uso di strumenti di supporto decisionale (modelli, GIS) o di procedure di elaborazione numerica è, oltre che utile, sempre più spesso richiesto dalle normative o dagli enti pubblici con cui il professionista si deve rapportare. Rimane all’Agronomo la responsabilità di verifica normativa e di un uso corretto e consapevole di questi strumenti.Coordinamento di SezioneFrancesco DanusoRealizzazione e collaborazioniMarco Acutis, Pierluigi Bonfanti, Gian Carlo Calamelli, Francesco Danuso, Massimo Lazzari, Tiziano Tempesta