INTELLIGENTEMENTE - Una pennellata di solidarietà di

PRIMARIA IntelligenteMENTE Scoprire la carità attraverso l arte Una pennellata di solidarietà Ludovica Mazzuccato Insegnante La solidarietà oggi Oggi si parla tanto di solidarietà. Troppo spesso, però, il termine viene strumentalizzato per connotare una certa iniziativa di un accezione benefica che non di rado, poi, si rivela ben poco solidale. Basta poi guardarsi intorno per rendersi conto che non viviamo in un mondo dove l aiuto al prossimo viene praticato come stile di vita e con estrema naturalezza se non da qualche irriducibile. Eppure il Trattato di Lisbona del 2007 ha instaurato la solidarietà come uno dei principi fondamentali che regolano i rapporti nell Unione. Una sua clausola dispone che gli Stati membri agiscano insieme, «in uno spirito di solidarietà , quando uno Stato membro in difficoltà chiede assistenza. In particolare, l UE utilizza tutti i mezzi di cui dispone per prestare assistenza allo Stato che l ha richiesta. Le modalità di attuazione della clausola di solidarietà sono decise dal Consiglio dell UE a maggioranza. Ma la solidarietà non va data per scontata. La si deve anche imparare già da piccoli, insieme all empatia e alla comprensione degli altri. Solidarietà come salto di qualità Tuttavia, la solidarietà, afferma san Giovanni Paolo II, tende a superare se stessa per rivestire la dimensione specificamente cristiana della gra- L Ora di Religione 48 tuità totale, e perciò della carità, che è il segno distintivo dei discepoli di Cristo (Gv 13,35). Il referente di questa solidarietà cristiana, quindi, non è più soltanto l individuo umano, con i suoi diritti e la sua fondamentale uguaglianza rispetto a tutti, ma l uomo, in quanto viva immagine di Dio Padre; uomo in quanto persona riscattata dal sangue di Cristo e posta sotto l azione permanente dello Spirito Santo. Quest uomo, non più definito filosoficamente, ma teologicamente, deve essere amato, anche se nemico, con lo stesso amore con cui lo ama il Signore. Per lui bisogna essere disposti anche al sacrificio supremo: «dare la vita per i propri fratelli (1 Gv 3,13). Non è un caso che la Sollicitudo rei socialis, a sostegno di questi concetti, introduca l esempio di san Massimiliano Kolbe, che ha dato la vita per un uomo a lui estraneo, in nome di Cristo, considerandolo come fratello. Su questa base teologica si prospetta l emergere di un nuovo modello di solidarietà e di unità del genere umano, al quale deve ispirarsi l azione sociale del cristiano. Un modello che va al di là dei vincoli umani naturali, poiché ha come fondamento la carità. Per la prima volta nella dottrina sociale della Chiesa, la Sollicitudo rei socialis propone al mondo, come modello di riferimento, la forma della socialità tipica dell esperienza cristiana; propone la comunione come modello per realizzare il bene comune di tutta l umanità. , infatti, limitante guardare all uomo e Febbraio 2024

L'Ora di Religione - N° 5
L'Ora di Religione - N° 5
Febbraio 2024